Manoscritti Trivulziani della Commedia: Triv. 1083

Dante commentato e illustrato

 

Codice Trivulziano 1083 c. 1r

Il codice Triv. 1083 è uno dei più interessanti manoscritti danteschi commentati posseduti dall'Archivio Storico Civico e Biblioteca Trivulziana di Milano. Contiene la Commedia dantesca, seppur con lacune, seguita dai Capitoli in terza rima di Bosone Novello da Gubbio e di Iacopo Alighieri. Il codice è un volume cartaceo in-folio di 103 carte, che misura 308 mm di altezza e 215 mm di larghezza. La datazione al terzo quarto del XV secolo è suggerita dalla presenza delle filigrane colonna (sim. Briquet 4406 = Monaco, 1449-1450) alle cc. 1-51 e 101-109, e testa di bue con fiore sopra e triangolo sotto (sim. Briquet 14882 = Tirolo, 1472) alle cc. 52-100.

Il testo di Dante è vergato su due colonne da due mani tardo quattrocentesche, che nelle prime carte del codice si alternano senza soluzione di continuità . Ad una prima mano anonima andranno infatti ricondotte le cc. 1r-v e 6rB-93r, mentre una seconda mano anch'essa anonima copia le cc. 2r-6rB. Questo inconsueto quanto inconfutabile cambio di mano è chiaramente visibile laddove la diversità  tra le due scritture è resa più evidente dalla stretta contiguità  grafica, precisamente tra la seconda e la terza terzina della seconda colonna di carta 6r. Si tratta di due corsive umanistiche della fine del Quattrocento, ma la prima delle due è decisamente più corsiva, mentre la seconda è più posata.

Codice Trivulziano 1083 c. 6r (particolare)

 

Alla scrittura umanistica dell'epoca fa però da controcanto l'impostazione su due colonne e le iniziali ornate di gusto arcaizzante, che sembrano alludere ai manoscritti danteschi del Trecento. àˆ ad esempio interessante porre a confronto la grande N incipitaria della prima cantica della Commedia nel Trivulziano 1083 e nel Trivulziano 1077, uno dei cosiddetti Danti del Cento databile al secondo quarto del XIV secolo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Codice Trivulziano 1083 c. 1r (particolare)

Codice Trivulziano 1077 c. 1r (particolare)

Tuttavia, ciò che rende il codice Trivulziano 1083 un manufatto straordinariamente interessante è l'incredibile stratificazione di interventi grafici e figurativi volti a chiosare e illustrare il testo dantesco. Non siamo davanti a un esemplare di lusso destinato alla conservazione museale in biblioteca, bensଠa una copia di lettura e studio fittamente annotata.

La Commedia è infatti attorniata da numerosissime chiose latine e volgari, molte delle quali tratte dai Commenti di Benvenuto da Imola (contraddistinte nel manoscritto dalla sigla B), Iacopo della Lana (contraddistinte nel manoscritto dalla sigla Y) e dal commento ritenuto perduto “ finché non è stato individuato in questo stesso manoscritto “ di Niccolò Lelio Cosmico (contraddistinte nel manoscritto dalla sigla COS).


Vediamo ad esempio come si presenta una doppia pagina illustrata alle cc. 15v-16r.

 

Codice Trivulziano 1083 cc. 15v-16r

Siamo tra il XVIII e il XIX canto, e strettissima è l'aderenza al testo dantesco di Inferno XVIII, 1-9:

Luogo è in inferno detto Malebolge,
tutto di pietra color ferrigno,
come la cerchia che dintorno il volge.

Nel dritto mezzo del campo maligno
vaneggia un pozzo assai largo e profondo,
di cui suo loco dicerò l'ordigno.

Quel cinghio che rimane adunque è tondo
tra  pozzo e  piè de l'alta ripa dura,
e ha distinto in dieci valli il fondo.

A c. 15v è raffigurata sia la topografia delle scene infernali dei canti XVIII-XXX (cioè Malebolge, un luogo di pietra grigio scuro con al centro un pozzo assai largo e profondo, che porterà  poi dall'VIII al IX cerchio) sia i dannati della prima bolgia del canto XVIII (ruffiani e seduttori), che si muovono in fila nudi, frustati dai diavoli cornuti su schiena e natiche. A c. 16r è invece raffigurato il supplizio della terza bolgia dei simoniaci (canto XIX): i dannati sono conficcati a testa in giù dentro pozzi circolari, con i piedi lambiti dalle fiamme.

Le immagini sembrano quasi uscire dagli stretti confini loro assegnati per arrampicarsi tra le terzine dantesche e le note di commento. Si veda ad esempio la c. 12r, dove il bas de page illustra il supplizio narrato nel canto XIV: nel terzo girone del settimo cerchio sono puniti i violenti contro Dio (bestemmiatori), i violenti contro natura (sodomiti) e i violenti contro natura ed arte (usurai). Lungo la landa deserta Dante e Virgilio osservano i dannati colpiti dalla pioggia di fuoco: i bestemmiatori giacciono supini, gli usurai sono seduti e i sodomiti, il gruppo più numeroso, corrono senza sosta. Si osservi ancora una volta la stretta aderenza tra il testo dantesco e l'illustrazione, una sorta di glossa esplicativa al testo, anche se illustrata.

 

Codice Trivulziano 1083 c. 12r (particolare)

Praticamente nulla è noto della storia di questo interessantissimo esemplare dantesco commentato giunto fino a noi. Alcune peculiarità  linguistiche delle glosse in volgare e delle varianti della Commedia sembrano però confermare l'origine veneta sia dei chiosatori sia dei copisti del manoscritto. In seguito il codice entrò a far parte delle raccolte della famiglia Trivulzio già  ai tempi di Gian Giacomo, che forse lo acquistò agli inizi dell'Ottocento nel corso della campagna di acquisto di manoscritti nel Veneto. Di Gian Giacomo Trivulzio è presente sulla controguardia anteriore del manoscritto il suo ex-libris con volto umano trifronte accanto a quello del nipote Gian Giacomo principe di Musocco. Infine, con la vendita delle collezioni Trivulzio al Comune di Milano nel 1935 il codice Triv. 1083 è entrato a far parte delle attuali raccolte dell'Archivio Storico Civico e Biblioteca Trivulziana.
Una descrizione approfondita del codice, elaborata da Marzia Pontone per l'Archivio storico civico e Biblioteca Trivulziana può essere scaricata da qui e utilizzata nelle scuole.