Caratteristiche materiali dei manoscritti 1

Forma e materia

 

Nell'antichità  sia nel mondo greco sia in quello latino i manoscritti vennero scritti su fogli di papiro ed ebbero forma di rotolo. Il papiro, una pianta palustre che nell'antichità  cresceva e veniva lavorata soprattutto in Egitto, pur avendo un fusto sottile, permette di confezionare dei fogli veri e propri, incollando tra loro le strisce lunghe e sottili ricavate dal midollo. Dei rotoli di papiro spesso si conservano solo dei frammenti che spesso contengono poche parole o stralci di parole, dai quali occorre risalire al testo originale. A volte sono frammenti di opere altrimenti perdute.

Rotolo

Nella città  di Milano una raccolta importante di papiri greci è conservata presso l'Università  degli studi. Il nucleo di questa collezione proviene dal professore Achille Vogliano (1881-1953), che fu un docente di greco e uno studioso di egittologia e acquistò una parte di questi papiri durante i suoi viaggi.

Oltre ai rotoli di papiro sono noti anche volumi fatti con lo stesso materiale, a partire dal II sec. d.C.
Presso la biblioteca dell'Università  Cattolica, per esempio, è conservato il frammento di un codice papiraceo scritto in Egitto nella seconda metà  del IV sec. d.C. (secondo la datazione di Marco Fressura), in cui fu scritta l'Eneide di Virgilio in latino, accompagnata dalla traduzione in lingua greca (CLA 367).

Il frammento di bifoglio conservato a Milano deriva da un codice di cui sopravvivono poche altre pagine, tutte del I canto dell'Eneide, conservate in parte alla Biblioteca universitaria John Rylands di Manchester e in parte alla Biblioteca di Alessandria d'Egitto.

 

Fig. 1 Papiro PRyl 478

La raccoltà  di papiri dell'Università  Cattolica proviene da donazioni di famiglie private, ottenute attraverso la mediazione del professore Aristide Calderini.

L'invenzione del codice, ossia del libro composto di pagine e fascicoli che ancora oggi usiamo, fu una delle rivoluzioni più importanti nella storia dei manoscritti e in generale nella storia della comunicazione e del libro.

Fascicolo composto da tre bifogli

Il passaggio dal rotolo al codice avvenne lentamente e si completò nel IV secolo dopo Cristo. Gli studiosi hanno molto discusso sui motivi di questo passaggio, e non tutti sono d'accordo nell'identificare le ragioni per le quali esso avvenne, ma poiché la maggior parte dei più antichi codici manoscritti sopravissuti sono codici biblici, ciò farebbe pensare che il codice si sia affermato in ambito cristiano prima che in ambito pagano. Forse - ma anche questa è solo un'ipotesi - il codice fu creato imitando le antiche tavolette cerate, legate tra loro con ganci metallici, sulle quali sarebbe stato scritto in origine il Vangelo più antico, quello di san Marco. La tabella riprodotta qui di seguito illustra il rapporto quantitativo che sussiste tra i tra rotoli e i codici sopravissuti (interi o più spesso frammentari) risalenti ai sec. II-V d.C.

 

 

Tabella tratta da C.H. Roberts - T.C. Skeat, The birth of the codex, London 1983, p. 37.

 

Molti tra i codici manoscritti più antichi conservati in Lombardia si trovano presso la Biblioteca Ambrosiana e provengono dal monastero di Bobbio (in provincia di Piacenza), fondato nel 614. A Brescia si trova un Evangeliario purpureo risalente al VI secolo che fu posseduto dal monastero di Santa Giulia di quella città . Anche la Biblioteca annessa alla Basilica di sant'Ambrogio a Milano è assai antica e contiene numerosi manoscritti con opere di padri della Chiesa.

Sempre nel corso del IV secolo il papiro fu sostituito dalla pergamena, materia scrittoria rimasta in uso per tutto il Medioevo. I fogli di pergamena si ottengono dalla lavorazione di pelli animali, che venivano trattate nella calce, fatte essiccare e infine levigate. Sono membranacei, di una pergamena assai spessa e scura, i codici che risalgono ai secoli VIII e IX, ossia all'epoca carolingia; mentre presentano pelli molto più eleganti, rese molto chiare dalla concia e dalla levigatura, i manoscritti miniati di epoca rinascimentale.
La carta, che fu fabbricata inizialmente in Cina, venne prodotta in Europa a partire dal XII secolo e nel secolo successivo venne utilizzata in maniera significativa anche come materia dei codici manoscritti.

Letture per approfondire

 

Libri in commercio (alcuni tra i tanti):

C. P. Thiede, Qumran e i Vangeli. I manoscritti della grotta 7 e la nascita del Nuovo Testamento, Milano, Massimo, 1998 (pp. 128)

I manoscritti di canto litugico di San Benedetto Polirone, a c. di S. Roncroffi e C. Ruini, Bologna, Pà tron, 2011 (pp. 328)

 

Un sito interessante, in lingua francese ma anche con una traduzione italiana, con disegni e immagini:

Vocabulaire codicologique, ed. par C. Muzerelle

 

Libri reperibili in biblioteca, ma non per questo meno interessanti:

M. L. Agati, Il libro manoscritto: introduzione alla codicologia, Roma, L'Erma di Bretschneider, 2003 (pp. 501)

C.H. Roberts - T.C. Skeat, The birth of the codex, London 1983

Immagini

La fig. 1 è tratta dal Catalogo elettronico della Biblioteca Universitaria di Manchester: http://www.library.manchester.ac.uk/searchresources/imagecollections/university/papyrus/